FUORI DAL PAESE

estate 2015 (Iseo – Bs)

Camminando tra le meravigliose montagne del Sebino orientale, s’incontrano amici, sentieri, pietre spezzate, alberi in bilico che si abbracciano, spiriti e presenze del bosco evocano storie. Non importa quanto sei allenato, che tipo di educazione hai ereditato o quale sensibilità hai maturato rispetto all’ecosistema: dopo ore in mezzo ai monti, aldilà della tua consapevolezza o meno che sia, la percezione dello spazio e del tempo cambia. Avviene allora una spontanea “deframmentazione” dei tuoi “dischi rigidi” e delle “memorie interne”, accade da sola senza che tu te ne accorga, basta perdersi tra gli elementi naturali, così, senza aspettative, anche per una sola giornata intera… partire. Nel viaggio poi, oltre al sudore, riflessioni e momenti di pace, magari ci si ritrova per finire casualmente in feste di paese e tradizionali baccanali, situazioni perfette in cui generazioni e visioni diverse possono riconoscersi intonando una canzone o confrontarsi intorno ad un tavolo discutendo in compagnia. Tornando al paesaggio però, resta alla fine un po’ di nostalgia per quella bella montagna del lago spezzata a mezza costa da una valanga di cemento – un’enorme condotta che ha di sicuro facilitato i trasporti e il lavoro, ma che di certo non ci ha resi più vicini o uniti nell’animo. Oggi, come una volta, per “connettersi” con gli altri, stare insieme e individuarsi, per essere veramente “social” e comunicare, non serve il progresso della tecnologia, non ci occorrono macchine, costumi o sostanze, tanto meno ideologie acquisite o facili misticismi: basta essere curiosi dell’altro, magari un bicchiere di vino, voglia di ascoltarsi, essere semplici e forse spremere un po’ di umiltà, quel nettare prezioso in via d’estinzione che in un attimo può sciogliere maschere e abbattere le barriere che alimentiamo ogni giorno. Dedico questi scatti alle persone che non ho ancora conosciuto. Danilo

ph DiPRIZIOVISUAL

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